Matteo Renzi, ormai non può continuare a starsene zitto e a far finta di nulla.

Matteo Renzi, ormai non può continuare a starsene zitto e a far finta di nulla.

L’ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd, Matteo Renzi, ormai non può continuare a starsene zitto e a far finta di nulla. Quello che sta uscendo dall’inchiesta sulla presunta corruzione negli appalti Consip, una torta pari a 2,7 miliardi di euro, lo obbliga a fare chiarezza su quella donazione che proprio l’uomo chiave dell’inchiesta, l’imprenditore Alfredo Romeo, fece alla sua Fondazione Big Bang.

Romeo, che è anche indagato per un’altra vicenda per concorso esterno in associazione mafiosa, nel 2014 si è aggiudicato appalti Consip per oltre 600 milioni di euro, ma i Pm di Napoli e Roma ipotizzano che ci sia stata corruzione e vogliono capire come e se sia stato favorito. L’inchiesta tocca in prima persona uomini vicinissimi a Renzi: il padre Tiziano, indagato con l’accusa di traffico di influenze, e il suo ex braccio destro e oggi ministro dello Sport Luca Lotti indagato per rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Secondo i magistrati, il padre di Renzi avrebbe avuto un ruolo di mediatore per la concessione degli appalti a Romeo, e Lotti avrebbe spifferato all’amministratore delegato di Consip che c’era un’inchiesta in corso.

Di certo c’è che nel 2013 la Spa Isvafim di Alfredo Romeo ha finanziato con una donazione da 60mila euro proprio la Fondazione renziana Big Bang, poi diventata Fondazione Open, in occasione della campagna elettorale per le primarie del PD. Intervistato da Report proprio nell’ottobre 2013, Renzi ammette il finanziamento da parte di Romeo e ammette di sapere, già allora, chi è Romeo: ‘un imprenditore discusso’ con una condanna in primo grado per corruzione.

Alla luce di questo, riformuliamo le nostre domande a Renzi: l’imprenditore Romeo, al centro dell’inchiesta per corruzione sugli appalti Consip, ha finanziato in altre occasioni le sue Fondazioni? A quanto ammontano queste donazioni? Perchè nonostante sapesse che Romeo era già stato condannato in primo grado per corruzione, accettò la sua donazione alla Fondazione? E perché, da presidente del Consiglio, non ha fatto nulla per impedire ad un imprenditore con procedimenti giudiziari in corso come Romeo di partecipare all’appalto Consip?

Fonte  Luigi Di Maio
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