L’industria si prepara alla sfida dell’agricoltura 4.0

Cnh Industrial lancia il primo modello al mondo a guida autonoma

LEONARDO MARTINELLI
PARIGI

Un trattore che si sposta da solo, senza operatore a bordo. Non c’è proprio la cabina: è il primo e unico al mondo. Ma non solo, una macchina intelligente, che ragiona. Riceve i dati metereologici satellitari e può prendere una decisione. «Se il temporale sta arrivando e il trattore sta seminando, può decidere di fermarsi e aspettare che passi. O accelererà per portare avanti il lavoro prima che sia obbligato a cessarlo, a causa del maltempo – sottolinea Antonio Marzia, ingegnere, responsabile dell’automazione del nuovo trattore intelligente del marchio Case Ih, gruppo Cnh Industrial – Prenderà la sua decisione in funzione della migliore produttività possibile».

Benvenuti nell’agricoltura 4.0. Ieri, vicino a Monthyon, in una di quelle classiche distese cerealicole, che si estendono a nord di Parigi, è stato presentato questo trattore, per il momento un concept, «ma che dall’anno prossimo sarà utilizzato a livello sperimentale da alcuni agricoltori», sottolinea Matthew Foster, vicepresidente di Case Ih. «E potrebbe essere commercializzato a partire dal 2020», precisa Marzia. Eccola la “bestia”, nel senso che è proprio grosso, un modello già esistente, il Magnum, da 370 cavalli, che è stato riadattato per diventare il primo trattore completamente autonomo.

Anche con una nuova estetica. «Volevo che fosse bello e funzionale come una Maserati», dice David Wilkie, direttore del design di Cnh Industrial, gruppo italo-americano, controllato al 26,9% da Exor, la holding della famiglia Agnelli. «Abbiamo immaginato linee fluide, rotonde, ma con una certa tensione», aggiunge Wilkie, che per anni ha disegnato auto. E si vede.

 

Di trattori con l’autoguida ce ne sono già in commercio. Ma qui si va decisamente oltre. Con una serie di sensori, radar e telecamere il mezzo riesce a individuare ogni ostacolo che all’improvviso si materializzi sul suo cammino, procedendo in sicurezza. I sensori sono gli stessi utilizzati da Tesla, Google o varie case automobilistiche che stanno lavorando sull’automobile senza conducente. L’operatore imposta il lavoro da effettuare a distanza sul suo tablet, dal quale potrà gestire più trattori allo stesso tempo.

Dire che questo autonomo ragioni, significa che, ad esempio, traccia i percorsi più efficienti in base al terreno (con risparmio di carburante e di pesticidi). Oppure, come visto, si adatta alle condizioni del tempo, con il vantaggio di poter essere utilizzato sette giorni su sette e 24 ore su 24, se necessario. «È una risposta alla variabilità meteorologica – aggiunge Marzia – e anche alla scarsità di manodopera qualificata, soprattutto in Paesi come gli Usa e l’Australia».

 

D’altra parte, viste le dimensioni, questa trattrice è destinata in primis a quei due Paesi e alle loro grandi coltivazioni cerealicole. Oppure al Sudafrica e a certe aree della Francia e della Germania. Il concept, comunque, rappresenterà il primo modello di una nuova generazione che, con il tempo, potrà proporre mezzi più piccoli, adatti a un vigneto italiano. La produzione di dati è di dieci giga al giorno, che potranno essere rielaborati da agronomi o inviati a banche e assicurazioni, per il calcolo della quotazione di un future sulle derrate agricole.

 

Ritornando al design, inizialmente doveva essere opaco, senza l’utilizzo di vernice metallizzata, per non fare da schermo all’automazione. «Ma non era possibile, non andava bene – conclude Wilkie – Poi abbiamo trovato una soluzione. Solo alcune parti sono nere, per il resto abbiamo potuto utilizzare il metallizzato e colori vivaci». Perché il trattore intelligente, doveva dare fiducia. Ed essere di bella presenza.

FONTE (LA STAMPA)

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